Comunicato dell’anarchico Davide Delogu in solidarietà con Alfredo Cospito.

Comunicato dell'anarchico sardo, prigioniero deportato Davide Delogu in solidarietà all'anarchico Alfredo Cospito in sciopero della fame dal 20 ottobre 2022.

Il compagno Alfredo Cospito con il suo gesto ci insegna e da prova di immensa forza che nemmeno la brutalità del 41bis può fermare, non lo potrà mai annientare e piegare. Contro le condizioni in cui si trova sta portando avanti, con i fatti, una lotta di resistenza rifiutando di alimentarsi fino alle estreme conseguenze. Salviamo la vita al nostro compagno. Il problema dell'uscire dal 41 bis, è una sfida per cui il compagno diventa ancora più determinato, e ricordiamo sempre che non è solo e che questa è una sfida per tutti noi. Se in passato le lotte contro il 41 bis erano più rappresentative e inconcludenti, senza perseveranza ne progettualità alcuna, questa volta deve andare avanti a tutti i costi, con qualsiasi mezzo. Con prospettive certe al fine di strappare al potere Alfredo dal 41 bis, ma diventa anche l'occasione per riuscire a far traballare questo regime bloccandone le esecuzioni penali, per annientare la sua prassi di tortura e logica vendicativa in tutti i sensi, facendo esplodere in concomitanza la questione dell'ergastolo ostativo, puntando i fari di un'accecante luce con le pratiche più idonee tutto si può ottenere. 
Imporre al potere la cancellazione di queste misure di tortura, questa deve essere la progettualità. Caro compagno generoso e combattivo, la tua volontà è più forte di chi ti rinchiude nel sottosuolo con quel regime terribile, come sai bene ti sono sempre vicino, anche in questa lotta dove sei disposto a perdere la vita per raggiungere il tuo scopo, contro il torturocentrismo incarnato in quel regime vile, che deve cessare di esistere assieme all'ergastolo ostativo. Col tuo gesto combatti ancora una volta il potere con una determinazione che si alimenta sempre di più e la tua tenacia è forza, il tuo cuore ne è colmo, come la tua irriducibile e illimitata libertà anarchica. Io sostengo la tua scelta obbligata di usare il tuo corpo come arma fino all'ultima pallottola e mi auspico che non si arrivi a scaricare tutto il caricatore della tua esistenza. Ma invece, che le pratiche solidali della multiformità internazionale, che è sempre presente per la libertà, possano dare risultati come il pulsare in unico battito che riesca ad ottenere il tuo rilascio da un regime duro di totale privazione e isolamento quale il 41 bis. La mia personale veduta e che sarò sempre al tuo fianco, solidale anche da dietro le sbarre con la riottosità del mio vissuto contro il sistema vessatorio carcerario, che cerca di normalizzarci, e utilizzerò tutta la mia forza necessaria per continuare ad affrontare il mostro del lungo isolamento di cui sono prigioniero e avendoti sempre nei miei pensieri sarò sempre più forte. Il potere sta sperimentando nuovi meccanismi di repressione intimidatoria, aver creato il precedente di seppellire in 41bis un fratello anarchico è un atto intimidatorio, utilizzare il termine "strage" politica o altro come stanno facendo ultimamente, è un intimidazione. Paventare il rischio di essere condannati all'ergastolo per una strage mai avvenuta è l'ennesima intimidazione. Appunto perché l'intenzione è quella di intimorire il movimento anarchico d'azione ribelle, attualmente più forte al mondo come forza rivoluzionaria. A me del loro linguaggio non importa nulla, semmai si ricorderà invece il silenzio e l'assenza di compagni, la dove avvenga, nel momento di esprimere una dimensione solidale. Da quel che riesco a capire da dietro le sbarre si sta sviluppando una solidarietà pratica da tutto il mondo, siamo davanti a un momento storico che coinvolge tutte le individualità della rivolta, insurrezionali, rivoluzionarie, per la lotta di liberazione, per cercare di non far passare questi precedenti della ferocia assassina del 41 bis. Da una mia ricerca personale, tutti i prigionieri sottoposti a 41 bis si sono tutti ammalati, e la maggior parte di tumore e si può capire bene perché. Mi immagino che con il coordinamento necessario nelle iniziative pubbliche ci sia la presenza e la partecipazione di migliaia di solidali, anche da parte di chi magari non poteva essere d'accordo su alcune riflessioni di Alfredo che fece pubblicare e per cui si trova in 41 bis. Per me è proprio nell’isola sarda, il luogo fisico in cui sta Alfredo che si dovrebbe manifestare ostilità, a quel carcere, direttamente con la rabbia di migliaia di solidali insieme alla coerente forza e l’onore dell’anarchia d’azione. L’universalità di coloro che pensano e parlano della loro vicinanza ad Alfredo, sono diventati modi che si convertono in tantissimi gesti d’azione solidali dell’agire anarchico, umano, di vendetta inesauribile quale desiderio della nostra giustizia.
Affondiamo il coltello nelle viscere di tutti i regimi quali il 41 bis, insieme all’ergastolo ostativo, rigiriamo la lama nella ferita sanguinante finché l’assassinio legalizzato si dissangui e cedano. 
Solidarietà con gli anarchici Juan, Ivan e Anna in sciopero della fame come arma solidale allo sciopero della fame di Alfredo.
Alfredo fuori dal 41 bis!
Contro i porci infami del nuovo laboratorio repressivo delle intimidazioni. 
Per la solidarietà d’azione colma di ardore. 
Davide Delogu, presoneri anarkicu sardu deportau.

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